La psichiatra Adelia Lucattini: il cyberbullismo è una piaga sociale che uccide. GUARDA VIDEO

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In seguito alla tragica vicenda di Alessandro, il ragazzo di 13 anni di Gragnano (Napoli), morto cadendo dal quarto piano e che avrebbe deciso di togliersi la vita a causa delle vessazioni di una gang di bulli, abbiamo ritenuto indispensabile una riflessione su quanto accaduto, sia per i giovani, che per i genitori, che hanno un ruolo determinante nella guida dei propri figli. Così abbiamo chiesto il parere della Dott.ssa Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psycoanalytical Association, al fine di comprenderne quali possono essere le possibili motivazioni di un gesto così estremo, di quanto sia pericoloso il comportamento innescato dai “bulli” e di come i genitori possano  intervenire per cercare di  evitare dinamiche di cyber bullismo.

di Marialuisa Roscino

«Il cyber bullismo è ormai una piaga sociale che uccide» spiega Adelia Lucattini

Dott.ssa Lucattini, perché i ragazzi non si ribellano?

Sono sopraffatti dall’aggressività e dalla violenza. La loro mente in crescita e l’emotività che ancora oscilla tra infanzia e prima adolescenza, non è in grado di far fronte da sola alle aggressioni violente. La mente e inconscio primitivo gruppale del ‘branco’, questo sono i bulli, sopraffà la mente e l’inconscio individuale della vittima se questa non trova un aiuto in chi ha intorno.

Dott.ssa Lucattini, perché secondo Lei,  non ne parlano con i genitori?

Perché spesso i figli hanno paura di far loro dispiacere o di deludere i genitori. Inoltre, soprattutto nei maschi, può innescarsi un moto di orgoglio, mosso dal bisogno di affermarsi sul se stesso ancora bambino, che li porta a credere che se ne parlano i genitori, questi pensino che “non sa difendersi da solo”.

Cosa possono fare i genitori?

Innanzitutto avere sempre un pensiero “protettivo” nei confronti dei figli pur correggendoli se sbagliano. È importante che i genitori si assumano la responsabilità di indicare cosa è giusto e cosa è sbagliato. Anche gli adulti possono sbagliare ma a qualsiasi errore si può porre rimedio. Bisogna dare fiducia ai figli, ascoltarli e credere loro fino a prova contraria. Sono gli adulti a dover essere forti anche per i figli, finché questi non saranno cresciuti e autonomi.

Come possono intervenire i genitori per cercare di evitare che si inneschino dinamiche di cyber bullismo?

Controllare insieme ai figli il loro telefono;

mettere il parental-control fino all’età di legge;

chiedere se va tutto bene anche quando non ci sono particolari segnali di disagio, è un modo per prendersi cura e aprire il discorso;

coinvolgere i figli in attività familiari online, come: chat della famiglia e chat con i parenti, giocare insieme ai videogiochi; 

farsi insegnare dai figli come funzionano i dispositivi elettronici e le applicazioni, avere delle applicazioni condivise di musica, piattaforme digitali di film in modalità famiglia;

dotare i figli di una propria email ‘filiazione’ dell’email di uno dei genitori.