TEATRO. Al Vittoria la “Nota stonata” di Pambieri e Greco e l’”Anima latina” di D’Abbraccio 

Giuseppe Pambieri, Carlo Greco e Mariangela D’Abbraccio al Teatro Vittoria di Roma: i primi vi restano fino al 29 gennaio con lo spettacolo “Nota Stonata”, la seconda dal 31 gennaio al 5 febbraio con il recital “Anima latina

a cura della redazione cultura diretta dal Poeta Maurizio Gregorini

Nota stonata” è uno spettacolo di Didier Caron (per una co-produzione Golden Show Srl e Teatro della Città di Catania) con la regia di Moni Ovadia, andato in scena il 17 scorso (restano in teatro fino al 29 prossimo), su traduzione di Carlo Greco, scene di Eleonora Scarponi e costumi di Elisa Savi (mentre le luci sono a cura di Daniele Savi e le foto di Pino Lepera); assistente alla ragia Mario Brandolin; in scena Giuseppe Pambieri e Carlo Greco. La trama: siamo nei primi anni Novanta. L’azione si svolge alla Filarmonica di Ginevra, nel camerino del direttore d’orchestra di fama internazionale Hans Peter Miller. Alla fine di uno dei suoi concerti, Miller, rientrato in camerino, viene importunato più volte da uno spettatore invadente, Léon Dinkel, che si presenta come un grande ammiratore del maestro, venuto appositamente dal Belgio per applaudirlo. Il colloquio tra i due si prolunga e il comportamento del visitatore diventa strano e oppressivo, finché si giunge a scoprire un oggetto del passato… Chi è, dunque, questo inquietante Signor Dinkel? Ma soprattutto, cosa vuole realmente dal direttore Miller? “Il produttore Alessandro Gilleri un giorno mi ha telefonato e mi ha chiesto: ‘La faresti la regia di un testo di prosa, un Kammerspiel con due attori?’”, afferma Ovadia, proseguendo come “Se egli si è rivolto ad un pusher di teatro eterodosso come me, che ho spacciato molte cose ma mai la prosa, ci deve essere sotto qualcosa di intrigante. Ecco: la pièce di Didier Caron ‘La Nota Stonata’ è, a mio parere, un testo teatrale deflagrante”. Debutterà invece il 31 gennaio (sarà in scena fino al 5 di febbraio) il recital “Anima latina. Poesie e canzoni del Sud del mondo” con Mariangela D’Abbraccio, accompagnata al pianoforte da Massimiliano Gagliardi su regia di Francesco Tavassi. Con un titolo che rammenta il noto capolavoro del 1974 di Lucio Battisti, appunto “Anima latina” (un album straordinario colmo di suoni tuttora decisamente contemporanei – all’epoca di pura avanguardia sonora –  che Battisti produsse e arrangiò da solo), frammenti letterari e di teatro, poesie, pensieri e soprattutto canzoni di autori italiani, spagnoli, portoghesi e sudamericani che hanno in comune l’anima e la poetica della grande cultura popolare, sono il percorso emozionale da interprete, da attrice-cantante, che la D’abbraccio porta sul palco.  Jorge Luis Borges, Fernando Pessoa, Federico Garcia Lorca, Pablo Neruda, Pierpaolo Pasolini, Eduardo De Filippo, Astor Piazzolla, Vinicius De Moraes, Caetano Veloso, Sergio Endrigo, Fabrizio De André, Paolo Conte, Luigi Tenco, Pino Daniele, Domenico Modugno, Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio sono solo alcuni tra gli autori rappresentati in questo spettacolo. Mariangela D’Abbraccio, l’ultima grande Filumena Marturano, attrice tra le più amate del teatro italiano, è accompagnata da uno straordinario pianista, Massimiliano Gagliardi, in un repertorio che incrocia le profonde assonanze tra le musiche popolari del mondo, con un forte riferimento alla figura delle grandi chanteuses – Amália Rodrigues, Mercedes Sosa, Juliette Greco, Susana Lago – ma propone anche canzoni napoletane e ballate di cantautori italiani.