TREETOPS. Nei negozi (e live) la vitalità e la speranza di “Demetra” 

Sabato 17 dicembre, i Treetops tornano in concerto al Monk per presentare il loro album Demetra, undici pezzi basati su una storia mitologica frazionata in quattro sezioni distinte: il risveglio della dea, lo sconforto davanti a un mondo massacrato dagli uomini, la presa di coscienza e la speranza proveniente dalla dea stessa, ossia la nostra splendida natura

A cura della redazione cultura diretta da MAURIZIO GREGORINI 

Dopo il successo del concerto di maggio, i Treetops, la band romana prodotta da Pino Pecorelli (Orchestra Piazza Vittorio), suoneranno ancora una volta al Monk della Capitale (Via Giuseppe Mirri 35. Ingresso 9.20 euro. Biglietti disponibili su DICE), una ulteriore occasione per presentare il loro album d’esordio “Demetra”, un concept album pieno di vitalità e speranza, la voce di sette ragazzi poco più che ventenni che hanno scelto lo sviluppo sostenibile come direzione da percorrere per un futuro migliore. Nel solido e ramificato albero della musica contemporanea, i Treetops si pongono “sulle cime più alte”, quelle moderne e originali, germogli freschi che sprigionano sin da subito il loro potenziale di bellezza e vitalità. Formatisi nel 2017, inizialmente nelle aule della scuola di musica Saint Louis di Roma, per poi conoscersi con tutti gli altri elementi tramite Facebook, i Treetops vengono notati in uno studio di registrazione da Pino Pecorelli che decide di sostenerli nella produzione del loro primo album. Rispondono al nome di Anna Bielli (chitarra), Marcello Tirelli (tastiere), Luca Libonati (batteria), Simone Ndiaye (basso elettrico), Andrea Spiridigliozzi (chitarra elettrica), Eric Stefan Miele (sax soprano) e Daniel Ventura (sax tenore). “Demetra” è strutturato da undici pezzi basati su una storia mitologica (vale a dire l’insieme delle elaborazioni relative all’ambito fantastico e religioso di una determinata tradizione culturale, tipo la mitologia greca, romana, indiana e così via. In questa occasione assistiamo alla elaborazione di una mitologia classica di matrice greco-romana, greco-romana proprio perché si tratta di un assunto dalla letteratura) e lo si può frazionare in quattro sezioni: il risveglio della dea, lo sconforto davanti a un mondo massacrato dagli uomini, la presa di coscienza e la speranza proveniente dalla dea stessa, ossia la nostra splendida natura (“Si tratta di un lavoro che amiamo parecchio”, afferma Anna Bielli, che spiega come “abbiamo impiegato parecchio tempo per realizzarlo, ma ci abbiamo messo dentro tutto il nostro animo, le nostre consapevolezze, che ci auguriamo siano apprezzate dal pubblico. Non a caso quando ci capita di suonare dal vivo esprimiamo al meglio le nostre potenzialità, soprattutto perché si ha la possibilità di esprimerci senza regole, con più libertà empirica. Infatti non siamo soliti usare campionamenti, suoniamo davvero live, una maniera per far arrivare ogni sfumatura di questo nostro progetto”).

E’ pure un lavoro in cui si respira aria di sperimentazione, però accessibile a chiunque. Infatti groove, vitalità, improvvisazione, oltre ad una solida consapevolezza di volere un mondo socialmente ed ecologicamente più sostenibile, sono gli elementi fondanti che rendono la band guidata dalla chitarrista Anna Bielli unica nel panorama musicale italiano. Non è, quindi, solo la passione per la musica a tenere insieme la band, c’è molto di più: un’idea, una direzione, la scelta di cercare di vivere sempre nell’ottica del rispetto dell’uomo e del mondo che ci circonda. E’ su quest’idea, appunto, che nasce il nome Treetops (significa ‘cime degli alberi’) e il loro primo album.