Una rivelazione sconcertante per celebrare la Pasqua: come visse Gesù dai 18 ai 25 anni 

Issa o Jousha I libri ne narrano la vita fino al compimento dei 12 anni e dai 30 in poi. Sveliamo il ventennio avvolto nel mistero 

Quando egli ebbe dodici anni, salirono secondo l’usanza della festa e completarono i giorni… E dopo tre giorni lo trovarono nel tempio seduto in mezzo ai maestri e ad ascoltarli e inter- rogarli…» (Luca, II, 41 – 46) 

E poi? Cosa accadde del Divin Fanciullo dopo il compimento di quei meravigliosi dodici anni trascorsi anche a dissertare nel Tempio, tra i Dottori della Legge, riempiendoli di stupore con il suo inconsueto sapere? Cosa accadde prima del «quindicesimo anno del Regno di Tiberio Cesare [dal 14 al 37 d.C.] quando Ponzio Pilato era governatore della Giudea ed Erode era governante del distretto della Galilea» ( Luca, III, 1), nel periodo in cui «Gesù stesso, quando cominciò [la sua opera] aveva circa trent’anni» (Luca, III, 23)? Dove trascorse quei lunghissimi diciotto anni l’Uomo che ha lasciato un’indelebile traccia nella storia della civiltà, nella cultura, nella vita del mondo occidentale? Di Lui si conoscono il concepimento e la nascita, avvenute in circostanze quantomeno singolari; si conoscono i mirabili avvenimenti visti dai Saggi venuti dall’Oriente per rendergli omaggio; si conosce quasi ogni momento dei suoi ultimi tre anni di esistenza terrena. E, però, non sappiamo assolutamente nulla del periodo in cui aveva diciotto, venti, venticinque anni, prima che riappaia sulla scena pubblica, quando «venne quindi dalla Galilea al Giordano da Giovanni, per essere battezzato» (Mat- teo, III, 13). Fu, forse, Gesù, quel Yuzu Asaph conosciuto con il nome di Issa, che il professor Fida M. Hassnain – direttore del Museo Archeologico del Kashmir – descrisse nel saggio “Sulle tracce di Gesù l’Esseno”? Proviamo, allora a ripercorrere i diciotto anni perduti del saggio Issa (forse Gesù). Ci proviamo, ovviamente, sulla base delle testimonianze di alcuni esploratori della fine del XIX secolo e a seguito di indagini svolte in alcuni monasteri tibetani. Nel 1894, tal Nicolas Notovitch, nato in Crimea nel 1858, giornalista e scrittore, pubblica “La vita sconosciuta di Gesù Cristo”, basata sulle sue esperienze di viaggio nel Piccolo Tibet, il Ladakh. Mentre viaggia in quelle terre, egli capita nel gompa, il monastero buddista di Mulbekh, accolto dal Lama locale. Questi gli rivela come a Lhasa, capitale del Tibet, siano conservati antichissimi rotoli che narrano della vita, delle opere e dei ‘miracoli’ di un profeta, proveniente dalla Palestina, di nome Issa (forse Gesù). Proseguendo nelle sue esplorazioni del territorio tibetano egli raggiunge il convento di Himis, a oltre 3000 metri di altezza e a pochi chilometri dalla cittadina di Leh, capitale del territorio del Ladakh. Qui, nel convento denominato “Sangye chi ku sung thung chi ten” (Colui che è sostegno del significato dei precetti del Budda) interrogando il Lama locale conosce l’esistenza di antichi manoscritti, che provengono dall’India e sono giunti in Tibet attraverso il Nepal. Grazie ad una ‘provvidenziale’ caduta da cavallo mentre si appresta a partire per il Kashmir, Notovitch trascorre una lunga convalescenza proprio nel convento di Himis e ha così la possibilità di vedere, fotografare e farsi tradurre una gran quantità di passi scritti in due ponderosi, antichi volumi. Notovitch raggruppa i 244 passi nella giusta sequenza, li suddivide in 14 brevi capitoli e li pubblica nel libro “La vita del Santo Issa: il migliore tra i figli dell’uomo”. In esso si legge: «Quando Issa raggiunse l’età di tredici anni, l’epoca in cui un israelita deve prendere moglie, lasciò in segreto la casa dei suoi genitori, partì da Gerusalemme e con dei mercanti si diresse verso il Sind, con il fine di perfezionarsi nella Parola Divina e di studiare le leggi dei grandi Budda». Finalmente un pò di luce sui lunghissimi anni di oscurità di Gesù Cristo? Può darsi, ma la vicenda non finisce qui. Anzi, è: appena iniziata! Secondo gli antichi documenti che Notovitch vide nel monastero di Himis, Issa (forse Gesù) dopo aver attraversato la regione del Sind si stabilì a Jagannath, dove avrebbe studiato insieme ai bramini, i sacri Veda e avrebbe appreso le segrete arti di guarire e compiere “miracoli”.