VALENTINO PRATO. L’anima mediterranea si proietta nel futuro del suono

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Valentino Prato è un artista del suono che vive nella penisola Sorrentina e ha al suo arco innumerevoli frecce. Polistrumentista (e non solo) nel suo ultimo disco conta collaborazioni di musicisti che hanno suonato con grandi della musica. Due a caso: Pino Daniele e Gianna Nannini.

Il mondo della canzone vive Napoli come un emisfero a parte. Perché?

Napoli è la mia città. Sicuramente ha tante sfaccettature artistiche e musicali. Ma quella meno considerata è quella poco commerciale e meno popolare. Forse anni fa era più riconoscibile per alcuni stili. C’era più cultura, a riprova cito il successo di Pino Daniele, Gli Alunni del sole ecc… E’ questa la mia scuola: dunque per me Napoli resta soltanto la mia amata città. Musicalmente provengo da altre realtà. Seguo un suono internazionale.

Molti musicisti napoletani restano famosi solo in ambito cittadino. Vi sono motivi oggettivi o di tipologia musicale?

E’ difficile emergere, soprattutto nei casi analoghi al mio. Quando sei un artista nato a Napoli che non canta in dialetto, ai più appari come un musicista con la puzza sotto il naso. Ma non è assolutamente così! Più semplicemente io rispetto l’anima artistica “innata”: quella definita di “nicchia”. Credo nel melodramma italiano che è la culla della nostra musica nel mondo.

Lei è polistrumentista con studi al conservatorio o autodidatta?

Sono polistrumentista, diplomato al conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Il mio primo strumento, compagno di tante gioie e dolori, è il pianoforte, ma suono chitarra, batteria, fisarmonica, armonica, e sono un direttore d’orchestra, arrangiatore, autore di testi, musiche e melodie.

Quali sono le sue fonti d’ispirazione?

Soprattutto la bellezza in genere, la natura, la donna. La penisola Sorrentina, che è la mia casa: c’è un mare straordinario, una montagna bellissima. Ma la folgorazione divina può arrivare anche in macchina, magari mentre guido, oppure nel letto, nel bel mezzo della notte. Non programmo nulla: quando arriva, vivo un momento magico che non saprei spiegare con esattezza.

Cosa direbbe ai giovani che fanno musica contemporanea?

Ai giovani che si affacciano in questo mondo particolare, quello della musica leggera italiana, consiglierei di credere in loro stessi sempre, di studiare, di non sentirsi mai arrivati o convinti di essere preparati. La musica è come la vita, non si finisce mai d’imparare.

Conta ancora avere un buon agente alle spalle?

Un bravo agente è quasi tutto, conta per l’80%. Purtroppo non ho mai avuto un manager ed è per questo che mi sento limitato. E’ dura competere.  Con un bravo manager accanto puoi sentirti più curato. E considerato.

Esistono ancora case discografiche che credono nelle nuove leve: producono, promuovono, appoggiano?

Ce ne sono molte, ma è tutto relativo. Non esistono più le case discografiche di una volta. Oggi, con l’avvento del web e con programmi all’avanguardia, puoi dedicarti al fai-da-te, ovviamente avendo conoscenza musicale. Dopo tanti anni di gavetta e sacrifici ho un mio studio di registrazione, dove lavoro per me e per tanti artisti emergenti e non. Lo studio è “Prato Productions”.

C’è qualcosa di cui crede di doversi pentire in campo professionale?

Non mi pento di nulla: sono sincero. Forse ho un carattere poco adatto al settore, ma va bene così, non mi pento affatto.

Cantanti ed autori preferiti? 

Il mio mito è Paolo Morelli, front-man degli Alunni del Sole, storica band anni 70 che ha sfornato successi come Liù, Concerto, A’ Canzuncella, E mi manchi tanto… Purtroppo Paolo è scomparso nel 2013 ed io sono un po’ il seguito degli “Alunni del sole”. Unica differenza è che io sono solista, mentre loro erano una band fortissima.

VALENTINO IN PILLOLE 

Gennaro Prato, in arte Valentino Prato, nasce a Napoli il 1 maggio del 1977. Cresce a Secondigliano, periferia napoletana, nelle strade del suo quartiere e non trascorre molto tempo prima che inizi la sua passione per la musica. Mentre studia pianoforte, Valentino, inizia ad esibirsi con il suo spettacolo di piano bar in numerosi locali, discoteche ed hotel. In questo periodo di esibizioni e perfezionamento della sua tecnica musicale, inizia anche a scrivere le sue prime canzoni, tra queste il brano “I colori del mondo”, canzone di impegno sociale che parla di disastri ambientali, che vincerà nel 1994 la tappa regionale del premio nazionale RINO GAETANO al teatro Colosseum di Pomigliano d’Arco.

Gli anni che vanno dal 1997 al 2000 sono quelli in cui vedono la luce la maturità musicale e professionale di Valentino. Nel 1997 finisce gli studi musicali diplomandosi in pianoforte, il traguardo del diploma unito alla sua immensa passione per la musica in tutte le sue forme, spingono Valentino a sperimentare nuovi strumenti e nuove tecniche musicali, scoprendo così la sua vocazione di polistrumentista ed arrangiatore.

Importante in questa fase di crescita artistica è per lui frequentare molti e diversi studi di registrazione in giro per l’Italia. Da ognuno di essi Valentino trae spunti musicali, tecniche ed insegnamenti che lo portano ad una piena consapevolezza e maturità artistica.

Il 2000 è l’anno della consacrazione, l’anno in cui Valentino inizia a raccogliere i frutti degli anni di studio e di gavetta fatta nei tanti anni di piano bar. Nel 2000, infatti, Valentino viene scoperto dal famoso e già affermato artista, fiore all’occhiello della musica napoletano dell’epoca, Nino d’Angelo. L’incontro tra Valentino e Nino d’Angelo segnerà la svolta per Valentino. Nino d’angelo lo vorrà con sé come coprotagonista nel film musical AITANIC, offrendogli così la possibilità di far conoscere le sue doti artistiche al grande pubblico. Tra gli interpreti principali del film, Valentino accompagnerà Nino d’Angelo a presentare il film in molte trasmissioni televisive della RAI e di MEDIASET.

Il 2005 è l’anno della stabilità per l’artista. Si trasferisce nella tranquilla penisola sorrentina, a Vico Equense, lontano dal caos e dalle distrazioni della città. Qui mette su famiglia e trova la serenità giusta per iniziare ad inseguire quello che sarà un nuovo e grande percorso come cantautore.

Nel 2017, in occasione dei 40 anni di Valentino, esce CAMBIAMENTO 1.5.77. un album di consacrazione artistica importante, che verrà presentato con un concerto di presentazione ufficiale in quella Secondigliano che Valentino ha continuato sempre a portare nel cuore. Il concerto, trasmesso in diretta web sarà un successo: centinaia di fan si riuniranno per ascoltare le sue canzoni e per celebrare il ritorno a casa di quel ragazzo che aveva dovuto allontanarsi dalle difficoltà del quartiere per fare carriera.

L’album CAMBIAMENTO 1.5.77 è consacrazione ma anche impegno sociale. Funkyamore, successo dell’album, è una canzone che condanna la violenza sulle donne. Essa, divenuta presto un successo, non passa inosservata e Valentino viene nominato testimonial contro la violenza sulle donne dall’associazione Leonardo. Diventa così ambasciatore dei diritti delle donne, impegno che lo porta a partecipare a numerose ospitate in tv private e trasmissioni web.

Il 2018 è l’anno dell’album LA MIA VITA.  Valentino porta la sua musica in giro in una tourneè che abbraccia tutto il sud Italia: Campania, Puglia, Molise, Calabria dove sempre viene accolto dal calore dei suoi fan e dall’attenzione dei media locali.

Il 2019 è l’anno del mini album UN’ALTRA STORIA e della relativa tournée.

Oggi Valentino continua ad inseguire nuove avventure musicali.