Villa Celimontana. I concerti proseguono a sorpresa fino all’11 settembre

Oltre cento i concerti offerti. L’ingresso è libero. Torna l’appuntamento con i Brunch, un percorso musicale di storia e musica che ci accompagnerà dal Dixieland allo Swing, dalla Bossanova al Jazz

di Maurizio Gregorini

Proseguono le serate al Villaggio Celimontana di Roma. Lunedi prossimo l’appuntamento è con Greg, musicista, comico, attore e artista poliedrico, imprevedibile e geniale che si presenta di volta in volta con un’esibizione diversa; protagonista di questa serata sarà la sua formazione, la ‘Greg’s Country Spirit’, tre eccezionali musicisti e un cantante perfettamente a suo agio pronti per portare una mandria di canzoni nelle praterie del country, musica ruspante e granitica da cui è nato un certo tipo di Rock’n’Roll. Così, dal Bluegrass al Nashville, all’Honky Tonk, all’Hillbilly, il ‘Country Spirit’ vi farà cavalcare con brani di Johnny Cash, Hank Williams, Merle Haggard e Wayne Hancock; Stefano Corrias alla batteria; Danilo Biggioni al contrabbasso; Francesco D’Agnolo al pianoforte e Claudio Gregori (voce e chitarra) per una serata di intrattenimento e goliardia.

Martedì 6 lo “Swing swing swing”: alle 21.00 la scuola di ballo ‘Swing Circus’ utilizzerà lo spazio pedana del Festival per una dimostrazione di ballo ‘primi passi’ gratuita per tutti quelli che si vogliono avvicinare a questo genere. A seguire, ore 22.00, il concerto dei Dixie Flyer Passengers. Il nome di questa band ricorda un treno, il ‘Dixie Flyer’, che nei primi anni del Novecento attraversava gli Stati Uniti, da Chicago alla Florida toccando le città che più sono state significative nella storia del Jazz. Come in un viaggio, il gruppo ripropone il repertorio tradizionale Jazz e Blues dei primi anni del Novecento soffermandosi sui brani degli anni Venti interpretati dalle grandi blueswomen quali Bessie Smith, Sippie Wallace, Victoria Spivey. Tutti i martedì, inoltre, in esclusiva per Village Celimontana e sempre prima del concerto, ci sarà la mostra “Lolá London Style”: otto anni di riproduzioni vintage, dagli anni Venti agli anni Sessanta. Il 7 sarà la volta di nun tributo alla ‘Disco’, un vero e proprio omaggio alle grandi hit della ‘Disco Music’ internazionale con una delle band più riconosciute a livello europeo: gli Adika Pongo. Formatasi a Roma nel 1993 dalla volontà di Niccolò Fabi, Lorenzo Salvatori, Aidan Zammit, Leonardo D’Angelo e Alessandro e Eleonora Benedetti, il gruppo nasceva come cover band e si è subito imposto all’attenzione del pubblico romano per la grinta dimostrata da Fabi. Con una media di un centinaio di date l’anno si sono prefissati il compito di portare in giro in Italia e in Europa, quella che viene chiamata “Soul Disco” e che era suonata da band come gli Chic, gli Earth Wind & Fire, le Sisters Sledge e la Kool & The Gang. Un “Tribute to The Disco” atto a creare un gioco fatto di buona musica e tanta energia condivisa con il pubblico.

Giovedì 8 ci sarà la Conventicola Degli Utramoderni: Madame De Freitas e Mirkaccio, ULTRAicone viventi del Varietà, porteranno in scena le loro visioni: Tabarin primi ‘900, Caffè Concerto, Rivista e Avanspettacolo, Gargotte, Saloon e Barrel House; luoghi di musica e libertà ma anche di legittima promiscuità; ambienti evocati dallo spirito e dalle canzoni che li hanno immortalati nell’immaginario. Wanda Osiris, Ettore Petrolini e Natalino Otto, così come Elvis, Carmen Miranda e Cab Calloway, si ritroveranno invocati dalle anime pure dell’‘Utramodernità’ per celebrare ancora una volta insieme il rito dello spettacolo dal vivo. Alla voce Madame De Freitas, canzonettista e performer brasiliana, costumista, scenografa e direttrice artistica; Dettori, se la canterà e se la suonerà tra pianoforte, fisarmonica e conduzione dello spettacolo. Il 9 saliranno on stage “Gigì e le dive di Broadway”, per un viaggio musicale insolito: quello delle dive. La voce che condurrà in queste atmosfere è quella di Pamela Lacerenza, in arte Gigì: voce unica, piena di talento e carisma: rappresenta un’artista completa, “come quelle di una volta”, una cantante che balla ed intrattiene il pubblico, effervescente ed ironica ma allo stesso tempo magnetica, con tanta voglia di riportare alla luce e ad un pubblico più giovane, un repertorio retrò ancora oggi tutto da scoprire. Sabato 10, alle 12.30, torna l’appuntamento con i Brunch, un percorso musicale di storia e musica che ci accompagnerà dal Dixieland allo Swing, dalla Bossanova al Jazz, passando anche per altri generi. Musica, storie, aneddoti nella meravigliosa cornice di Villa Celimontana ci condurranno ancora una volta nella storia del Festival. Concerto alle 12.30, poi una pausa Brunch alle 13.15, e via alla seconda parte. Al centro grandi artisti, personaggi e le epoche della storia del jazz, un appuntamento a metà tra concerto e narrazione. Ad alternarsi sul palcoscenico ci saranno grandi oratori e musicisti accompagnati dalle proprie band. L’appuntamento di questo sabato sarà con “Kisitoband”, formazione composta da sei artisti uniti della grande passione per la musica soul e jazz. Combinano la loro tradizione africana ad un’ampia formazione presso varie scuole di musica in Europa e in Africa. Un gruppo che rappresenta un esempio vivente di mescolanza di culture; gruppo del terzo millennio che ha saputo arricchirsi dall’incontro con la musica occidentale senza mai intaccare la profonda identità africana delle proprie radici. La band nasce come ‘Kisito Group’ nel 1988 in Senegal, a Dakar dall’appuntamento di otto artisti, provenienti dagli studi presso il ‘Conservatoire International de la Musique’ di Dakar. Prendono il nome da Kisitò, il giovane ragazzo dodicenne dell’Uganda, messo al rogo perché non voleva rinunciare al suo credo religioso.: ecco perché intendono essere – attraverso la loro musica – il simbolo della gioventù africana che sogna la pace, l’unione fra le culture ed il rispetto fra i popoli. I Kisito hanno consolidato la propria identità musicale, facendo nascere un genere afro-reggae assolutamente particolare e di grande ricchezza che sconfina liberamente sia nel jazz, nel funky e nel soul, che verso soukous, zouk, makossa, i ritmi chiave della composizione africana senza mai dimenticare le proprie origini più profonde, i timi tradizionali del Senegal e la musica mbalach. In questo senso essi rappresentano un esempio vivente di mescolanza di culture. Sabato 10 appuntamento con un concerto interamente dedicato alla musica Afroamericana degli anni Ottanta eseguito dalla ‘Soulpeanuts Big Band’, vera e propria orchestra alle prese con un repertorio che spazia dagli Earth Wind & Fire, passando per grandi artisti del calibro di Chaka Khan, George Benson, Al Jarreau, Anita Baker e come il grande compositore Quincy Jones. Non mancherà anche una parte prettamente “dance” con alcuni dei più grandi successi di gruppi assai noti come gli Chic o di vocalist che hanno lasciato il segno nella storia quali Donna Summer, Barry White, Kool & the Gang per uno spettacolo coinvolgente, caratterizzato da una grandissima energia, un viaggio di emotività verso un periodo in cui l’America produsse una vera e propria rivoluzione culturale generando contenuti ed interpreti che invasero il mondo coinvolgendo milioni di persone. La Soulpeanuts Big Band è una formazione nata nel 2015 da un’idea del producer e drummer Michael Coal. La band è impegnata già da diversi anni in questo progetto artistico con all’attivo diversi live che hanno fatto registrare il tutto esaurito e una grande affluenza di pubblico. Il nome Soulpeanuts deriva da un famosissimo pezzo di Dizzy Gillespie degli anni Cinquanta intitolato “Salt Peanuts”. Il loro è un omaggio alle grandi big band nate nel mondo del jazz che hanno fatto da apripista a nuovi orizzonti musicali. Non a caso, infatti, la line-up della band è assai numerosa ed è composta da due vocalist, una sezione fiati con tre elementi e una ritmica potente di altri cinque elementi. Domenica 11 l’appuntamento del brunch sarà con Francesco Ottavi, anima del Village Celimontana, che narrerà storie di un grande artista come Luigi Tenco, il suo legame con Dalida e la passione per Nat King Cole. Le musiche di questi tre numi saranno cantate, suonate e interpretate da due giovani talenti: la francese Clara Simonoviez e il cantante polistrumentista Saverio Martucci. Infine alle 21.00, in scena “Bevo Solo Rock’n’Roll”, serata vintage all’insegna della musica degli anni Cinquanta. Prima del concerto la scuola di ballo ‘Rock Around The Swing’ utilizzerà lo spazio pedana del Festival per una dimostrazione di ballo gratuita. Alle 22.00 live coi Four Vegas, band che farà rivivere le magiche ed indimenticabili atmosfere degli anni Cinquanta e Sessanta, dal Twist e del Beat. Attiva dal 1999 la band è apparsa in molte trasmissioni televisive, ha partecipato ad importanti festival di caratura mondiale e ha all’attivo quattro CD di cui uno composto da brani originali in italiano. “Grease party” è il nome del loro travolgente show basato sull’interazione con il pubblico e l’esecuzione di divertenti gag e che prevede anche brani tratti da colonne sonore cult come “Grease”, “Happy days”, “The blues brothers”, “Dirty dancing” e “Footloose”, senza tralasciare Elvis Presley, the Beatles, Dean Martin, Jerry Lee Lewis, Chuck Berry, Beach Boys, Ray, Adriano Celentano, the Rockes, Mal, Gianni Morandi, Rita Pavone, Caterina Caselli.