Vivaldi rivive nel violino barocco di Federico Guglielmo, nuova stella della musica antica

reportage esclusivo di Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Avere la possibilità di ascoltare un grande violinista è sempre un piacere. Se poi è associato all’esecuzione della più famosa composizione Barocca è una vera goduria. Se è vero che Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi sono tra le composizioni più eseguite al mondo, la loro esecuzione non poteva mancare al VIVALDI FESTIVAL, che dal 2021 si svolge a Venezia, città natale di Antonio Vivaldi. Certo è che ascoltare Le quattro stagioni di Vivaldi eseguite da musicisti di altissima qualità e da violinisti d’eccezione – per di più nella Chiesa della Pietà, a Venezia, simbolo vivaldiano per eccellenza – è stata per me un’occasione unica più che rara. Credo che non a caso sia stata scelta la data di Martedì 21 Giugno, data in cui cade il Solstizio d’Estate.  Le quattro stagioni di Vivaldi sono state eseguite dall’Orchestra Vivaldi Festival, formata da alcuni dei migliori musicisti barocchi della scena internazionale, con Federico Gugliemo al violino (un preziosissimo violino barocco di Lebet del 1690). 

La critica internazionale riconosce al violinista Federico Guglielmo “una versatilità straordinaria” ed “una matura autorevolezza interpretativa”, confermate dagli apprezzamenti per le esecuzioni dal vivo e dai premi per le sue numerosissime registrazioni discografiche. Già vincitore del Premio Internazionale del Disco Antonio Vivaldi, è stato anche definito dal Boston Globe “la nuova stella nel panorama della musica antica”, mentre la rivista musicale francese “Diapason”, nell’attribuirgli il Diapason d’or per una registrazione di concerti vivaldiani, parla di “virtuosismo zampillante che diviene un campionario notevole di tutto il violinismo possibile”. 

Il maestro Federico Guglielmo, padovano per nascita, ha studiato presso il conservatorio B. Marcello di Venezia. Un masterclasses di violino con il grande Accardo. Ancora giovanissimo è stato chiamato, per un decennio,  come primo violino di spalla dalle maggiori orchestre sinfoniche italiane, ruolo che ricopre ancora oggi saltuariamente, e direi con piacere, con l’orchestra di Padova e del Veneto.